Strumenti di misurazione: flessometro, calibro e micrometro

Gli strumenti di misurazione sono strumenti di lavoro fondamentali quando ci si occupa di falegnameria o di meccanica.

Ne esistono molti, ancora di più se consideriamo il fatto che, durante la notte, qualche individuo sapiens , in qualche angolo del pianeta, sicuramente ne avrà inventato uno all’ultimo grido.

Come ogni notte, del resto!

Invenzioni e genialate a parte, in questo articolo voglio parlarvi di tre strumenti di misurazione, che sono sostanzialmente quelli più conosciuti.

Ovvero: flessometro, calibro e micrometro.

Il motivo di questo approfondimento?

Non ci crederete, ma di tanto in tanto mi capita di imbattermi in lavoratori che sfruttano solo in parte o utilizzano in maniera impropria, quelle che sono le potenzialità e le caratteristiche degli strumenti di misurazione.

Quale motivo migliore, allora, per scrivere due righe a riguardo?

Flessometro

Partiamo dal flessometro, uno tra gli strumenti per misurare più utilizzati, meglio conosciuto come metro a nastro, metro flessibile o, più semplicemente, metro.

Il metro a nastro è un comune strumento per la misurazione di lunghezze.

Esso è sostanzialmente costituito da un nastro flessibile su cui è riportata una scala graduata in frazione di metri.

Spesso questi metri riportano scale di misurazione su entrambi i lati del nastro.

Entrambe utilizzabili a seconda delle grandezze da misurare.

immagine flessometro

Quando si ha necessità di utilizzarlo, è sufficiente srotolare il nastro tirando l’estremità libera, liberando prima la frizione.

Raggiunta la lunghezza desiderata, è opportuno bloccare il nastro azionando la “frizione”, così da impedire alla molla di richiamarlo dentro l’arrotolatore.

Fatto ciò è possibile effettuare la misurazione.

Rilevata la misura, sbloccando la frizione, il nastro ritorna nella posizione iniziale, mediante la molla che lo richiama automaticamente.

Nel flessometro  l’inizio scala coincide con l’estremità libera del nastro caratterizzata da una staffa a forma di “L”, chiamata calciolo, che ha due scopi:

1) fungere da fermo alla fine dell’arrotolamento del nastro;

2) fornire una battuta coincidente all’inizio scala, che faciliti le misure.

Cosa importante e su cui fare attenzione: la battuta ad “L” ha un “gioco” sul nastro di poco più di un millimetro.

Il motivo?

Si tratta di uno zero mobile.

Per questo, per le misurazioni interne, quando ad esempio misuriamo un vano, il cursore si sposta verso l’interno e quindi sottrae lo spessore della linguetta.

Per le misure esterne invece accade esattamente l’opposto.

Spesso quella linguetta ha un foro per poter fissare una vite.

Questa soluzione è particolarmente utile quando, ad effettuare l’operazione di misurazione, è una sola persona.

Generalmente in commercio si trovano flessometri di lunghezza variabile.

Sui flessometri professionali, viene riportata la lunghezza dello strumento torna utile quando , nel caso di misurazioni interne in cui lo strumento deve restare all’interno del vano,  sommeremo tale lunghezza alla misurazione.

Di solito la lunghezza dei flessometri oscilla tra i 2 e i 10 metri, con risoluzioni da 1 mm.

Calibro

Il calibro è lo strumento più utilizzato nelle officine.

Ora, quando si parla di calibro, sappiamo tutti che si tratta di una vera e propria questione d’onore.

Ehi, ehi, … ma che avete capito?!

Non mettetemi in bocca cose che non ho manco pensato!

Mi riferivo semplicemente al fatto che gli uomini, quelli veri, quelli che non devono chiedere mai, utilizzano rigorosamente il calibro analogico.

Poche scuse!

Barba o non barba, usare il calibro digitale è da str…  cioè, voglio dire, è strumento di misurazione per principianti.

Oh, ecco, ora che l’ho detto sto già meglio!

Il calibro è costituito da una scala fissa ed una mobile denominata nonio.

L’asta fissa è suddivisa in millimetri, mentre L’asta mobile o corsoio divide 100 millimetri in:

– 99 parti nel caso di un calibro centesimale;

– 49 parti nel caso di un calibro cinquantesimale;

– 19 parti nel caso di un calibro ventesimale;

– 9 parti nel caso di un calibro decimale.

Perché questa tipologia di scala?

Beh questa divisione fa si che quando effettuiamo una misurazione, una ed una tacchetta soltanto della scala fissa sarà perfettamente allineata ad una tacchetta del nonio presente sul corsoio.

Il valore di quella tacchetta allineata, letta sul nonio, ci indica la frazione del millimetro.

Mentre la misura per difetto della scala fissa vicino allo zero del nonio riporterà la misurazione in millimetri.

 

 

Mediante il calibro è possibile effettuare misure interne e esterne.

Non solo: grazie alla coda è possibile misurare anche la profondità.

Prima ancora di procedere alla “lettura del calibro”, a mio avviso, è opportuno conoscere tre “regole d’oro”, sempre che, durante la notte, qualcuno non ne abbia introdotta un’altra.

Tre semplici regole per utilizzare il calibro e che aiuteranno ad evitare gli errori più comuni nell’utilizzo di questo strumento di misurazione.

1- nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo all’interno di: falegnamerie, officine meccaniche, laboratori improvvisati o, in generale, all’interno di locali ben lontani dall’idea di “stanza asettica”. Pertanto assicurati che lo strumento che utilizzi sia adeguatamente pulito e ben conservato e che, in particolare, non presenti alcun tipo di residuo in corrispondenza o in prossimità dei “becchi”.

2- Indipendentemente dal fatto che tu stia effettuando una “misura interna” o “esterna”, fai sempre in modo di far aderire i becchi al componente, evitando di eccedere con la pressione esercitata sul corsoio perché la natura elastica del pezzo da misurare e dello strumento stesso potrebbero alterare i risultati della misurazione.

3- Se, per facilitare la lettura della misurazione, decidi di allontanare il calibro dal pezzo misurato, fai molta attenzione a non spingere il corsoio durante il “distacco”.
L’uso di rotelline/pulsanti di bloccaggio del cursore non sono sufficienti ad evitare oscillazioni se tale movimento avviene in modo brusco.

In molti casi i giochi tra la parte fissa del calibro e il corsoio non rendono preciso questo strumento al punto tale da poterne apprezzare la perfezione della misura.

Ecco perché esiste un altro strumento che potremmo ricondurre ad una generazione successiva a quella del calibro.

Si tratta del micrometro.

 

Micrometro

Il micrometro, noto anche come“calibro Palmer” ( non è un mio avo Tedesco) è la versione potenziata, da un punto di vista della precisione, del calibro e consente di effettuare misure che raggiungono un’approssimazione di 1/100 di millimetro.

Fino a raggiungere, per alcuni micrometri davvero particolari, un’approssimazione di 1/1000 di millimetro.
Il micrometro è costituito da:

• un arco in ghisa o in acciaio che regge un cilindretto fisso, chiamato incudine e
un pistoncino mobile, chiamato asta mobile, aderente ad un tamburo graduato con 50 o 100 tacche incise lungo l’estremità conica.

• Un limitatore di coppia denominato comunemente “frizione”, che limita la forza esercitata dall’asta mobile a 5-10 N.

In questo modo è possibile evitare il danneggiamento dell’oggetto da misurare e dello strumento stesso.

 

parti micrometro

 

Il tamburo al suo interno contiene una vite micrometrica con passo 0.5 o 1 mm.

La sensibilità dello strumento, ossia il “grado di approssimazione” è determinato dal passo della vite e dalla graduazione del tamburo.

Esempio:

se il micrometro contiene una graduazione sul tamburo di 50 tacche e una vite con passo di 0.5 millimetri allora, quando il tamburo viene fatto ruotare di una tacca, l’asta mobile di conseguenza avanzerà di 0.01 millimetri

Come viene effettuata la lettura?

Come nel caso della misurazione con calibro, come prima cosa occorre accertarsi sullo stato di conservazione dello strumento.

Dopodiché è possibile procedere all’utilizzo dello stesso.

La soluzione è quella di interporre l’oggetto da misurare tra l’asta mobile e l’incudine applicando la giusta pressione.

Per fare ciò è opportuno far ruotare il tamburo fino a portare l’asta mobile in prossimità del componente.

Fatto ciò è possibile far ruotare la frizione che inizierà a scattare non appena entrerà in contatto con esso.
I millimetri e i mezzi millimetri vanno letti sulla graduazione lineare.

A questi vanno sommati i centesimi di millimetro che si evincono sul tamburo graduato in corrispondenza della linea di riferimento.

lettura micrometro

 

E direi che ci voleva proprio questa bella digressione sugli strumenti di misurazione.

Nella meccanica di precisione, come in falegnameria, affidabilità delle misure e degli strumenti utilizzati è fondamentale.

Eppure, per qualcuno, i numeri e la matematica sembrerebbero essere una questione di opinione.

E, detto ciò, mi fermo qua!

Buona lavorazione a tutti!