Quanto costa un Pantografo CNC Labmec?

Se sei arrivato qui, molto probabilmente avrai “chiesto a Google”: il costo medio di una CNC o, se sei un tipo sveglio, il prezzo di uno dei nostri pantografi.

Beh prima di rispondere a questa domanda voglio rivelarti uno SPOILER:

le nostre macchine CNC non hanno un prezzo bensì un “valore”

Ecco adesso ti immagino mentre mi fai “buu” dall’altra parte dello schermo…concedimi un momento per spiegare.

Innanzitutto, cosa intendiamo per prezzo?

Il prezzo possiamo definirlo per prodotti di largo consumo: un iphone, un pacchetto di sigarette, prodotti per i quali sono chiare tutte le caratteristiche e potenzialità.

Immaginiamo per un attimo di dover scegliere una bottiglia di vino, e proviamo a chiederci quali sarebbero i criteri che adotteremmo durante la scelta.

Di certo un primo filtro sarebbe il prezzo, maggiore sarà il budget maggiore sarà la scelta e le aspettative, ma non basta, a parità di prezzo in ogni supermercato avremmo almeno una dozzina di bottiglie tra cui scegliere.

I meno navigati si affideranno all’etichetta e in generale all’estetica del prodotto, altri invece butteranno un occhio sulla provenienza, sul marchio DOC, sui consigli circa l’abbinamento a tavola e infine ci sono i veri esperti, quelli che solo annusandolo da un calice potrebbero raccontarti vita, morte e miracoli di quel vino.

Se poi l’obiettivo è semplicemente entrare in coma etilico allora ben venga fermarsi al prezzo e riempirsi lo stomaco del liquido più economico.

Ecco le CNC sono un po’ come il vino.

Ogni macchina ha una sua storia progettuale, un peso caratteristico, una meccanica dimensionata, un’elettronica ottimizzata, e infine e non per importanza, ogni macchina puo’ essere equipaggiata con specifici optional.

Molto spesso è il singolo accessorio, non necessariamente futuristico, a fare la differenza e a determinare su quale macchina ricadrà la scelta.

Ahimè, quando abbiamo a che fare con le CNC entriamo in un mondo nuovo, diviso tra venditori coscienziosi e falsi santoni.

Nota bene: se un pantografo costa 1500€ ed un altro simile ne costa 5000€ allora prima di chiamare ladro il secondo venditore, ricorda questa formula:

C.N.C. = VINO

Ovviamente non intendo dimostrare che:  più costoso = meglio; piuttosto sto provando a spiegarti quanto sarebbe inutile, stilare un prezzario delle macchine e dei relativi optional senza prima aver interrogato, su alcuni punti fondamentali, il potenziale acquirente; perchè l’esperienza mi ha insegnato che non tutti sono sommelier e sono davvero pochi quelli che già sanno “quale vino scegliere”.

Proprio l’altro giorno, il signor Paolo, titolare di un negozio che realizza insegne a Lecce è venuto a trovarci in azienda perchè interessato all’acquisto di un pantografo CNC Afrodite.

Dopo una lunga chiacchierata è venuto fuori che per le sue esigenze di produzione e soprattutto per i materiali che intendeva lavorare, perlopiù polimetilmetacrilato (più conosciuto con il nome commerciale Plexiglass),  la scelta migliore sarebbe stata quella di cambiare tecnologia di lavorazione ed acquistare un macchina CNC per il taglio laser CO2.

A fronte di un risparmio economico da parte del cliente, la Labmec ci ha guadagnato un cliente soddisfatto, e permettimi di ricordarti che: non esiste miglior investimento pubblicitario di una persona che parla bene della tua azienda con amici e colleghi.

E’ in questo senso che le nostre macchine non hanno un prezzo, le nostre macchine assumono VALORE nel momento in cui rispondo alle vere esigenze del cliente..

Facciamo una breve pausa, sediamoci comodi, e già che ci siamo, stappiamo una bottiglia di Lacryma Chrysti del Vesuvio, versiamo il vino all’interno di un bel calice e iniziamo la degustazione.

Lo sapevi che…in fase degustativa, la rotazione del vino nel bicchiere serve ad areare il liquido e a combinare l’ossigeno con le particelle aromatiche più nascoste, complesse e meno volatili del liquido, favorendone la propagazione e rendendole più facilmente percepibili al naso.

Torniamo a noi e passiamo in rassegna alcune parti che compongono le macchine e le relative configurazioni che ne definiscono il valore.

 

L’AREA DI LAVORO

Nel 90% dei casi, il punto di partenza per la scelta di una macchina CNC è l’area di lavoro.

Le “taglie” delle nostre macchine sono dimensionate per semplificare le lavorazioni sui formati commerciali dei materiali lavorabili, banalmente, maggiori saranno le dimensioni delle stesse minori saranno le possibilità di accumulare sfridi di lavorazione.

E’ bene chiarire che:

progettare una macchina più grande non significa semplicemente aumentare la scala dei pezzi che la compongono.

Le nostre macchine CNC più grandi, la Zeus e la Crono, ad esempio, utilizzano un tipo di cinematica che abbiamo chiamato “cinematica inversa” in quanto gli spostamenti lungo gli assi X e Y, avvengono grazie ad una vite che resta ferma e a traslare durante la rotazione è la chiocciola; per tutti i restanti modelli, che vanno dall’ Efesto al modello Hermes, accade l’esatto contrario.

 

IL MANDRINO

Prima di parlare delle diverse tipologie di mandrino, apriamo una parentesi relativa al fattore che ne influenza maggiormente la scelta, ovvero il materiale che dobbiamo lavorare.

CHIARIAMO SUBITO: non vale sicuramente la regola che circola sui forum a tema CNC dalla quale si evince che per fresare un materiale duro o tenero che sia basti “giocare” con le velocità di avanzamento della lavorazione.

Prima di tutto, non è corretto distinguere i materiali in: “materiali duri” e “materiali teneri”, in quanto la “durezza” è una caratteristica tecnologica che non esprime a pieno la resistenza al taglio dell’utensile. Quest’ultima infatti dipende da: malleabilità, tenacia, resilienza e infine dalla durezza.

In linea di principio dovremmo affermare che per ogni tipo di materiale abbiamo determinati sforzi di taglio, numero di giri del mandrino, e velocità di avanzamento della lavorazione.

Tali parametri vengono fuori dalla classificazione degli elettromandrini.

Esistono diverse tipologie, impariamo a distinguere le 2 macro-famiglie :

  • I mandrini ad alta velocità o alta frequenza sono elettromandrini che possono superare in rotazione i 50.000 giri al minuto. Vengono equipaggiati in genere con utensili di piccolo diametro per lavorare materiali poco “resistenti al taglio”. I cuscinetti che troviamo al loro interno, sono particolarmente costosi ma non sono progettati per resistere a carichi eccessivi.
  • I mandrini ad alta coppia (high Torque), come suggerisce il nome, sono elettromandrini che possono essere utilizzati su materiali in cui lo sforzo di taglio è maggiore. Spesso vengono utilizzati per lavorare materiali come: marmo e leghe metalliche.

Sempre in riferimento al tipo di elettromandrino esistono quelli a cambio utensile manuale (MTC) e a cambio utensile automatico (ATC). Quest’ultima configurazione ha un costo ben diverso, in quanto l’intero sistema a cambio utensile automatico, oltre al mandrino, prevede la presenza, sull’area di lavoro della macchina, di una “rastrelliera” (fissa o mobile) che ospita i coni portautensili.

La velocità di avanzamento, in particolare, dipende dal tipo di motore utilizzato per gli spostamenti, essi possono essere stepper o brusheless, ad anello aperto o chiuso, senza entrare nel dettaglio, ci basti sapere che ognuno di essi è progettato per soddisfare specifiche prestazioni in termini di velocità di lavorazione, forza di taglio e ripetibilità.

 

 CONTROLLO NUMERICO

Un altro aspetto da considerare è sicuramente il controllo numerico, ossia il “cervello della macchina”.

Sono in vendita schede per tutte le tasche, anche da poche decine di euro.

La nostra scelta è ricaduta sulle board RosettaCNC.

Ogni componente della scheda Rosetta è studiato per garantire un’elevata resistenza ai disturbi elettromagnetici, in più ciascuna uscita è protetta dai cortocircuiti; la porta di comunicazione ETHERNET (anziché USB) garantisce una trasmissione veloce e sicura e come dice sempre mio padre…

“Quanto spendi, tanto vale!”

 

QUANTO PESA LA MACCHINA?

Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra una macchina che pesa 40 Kg ed una che a parità di volume lavorabile ne pesa 600?

Durante le lavorazioni la struttura della CNC reagisce a tutte le sollecitazioni derivanti dalle vibrazioni relative al taglio dell’utensile e al movimento stesso della macchina. Ne consegue che maggiore è il peso specifico della macchina maggiore sarà la stabilità e la “resistenza” alle deformazioni. 

Ovviamente non basta “appesantirla”, sia la struttura che la meccanica vanno progettate e dimensionate in modo tale da consentire alla macchina di gestire, in tutte le condizioni di lavorazione, masse significative in accelerazione.

Anche la scelta del materiale di costruzione non è frutto del caso, il nostro ponte in acciaio con design a traliccio, ad esempio, garantisce una struttura solida e rigida allo stesso tempo.

Come ripeteva sempre il mio insegnante di Scienza delle costruzioni:

“Non è la stessa cosa progettare un ponte in cui si passeggia in bici

ed uno in cui potrebbero accodarsi degli autotreni”

TIPO DI PIANO

Altro aspetto di primaria importanza, per la definizione del prezzo, è il tipo di piano : ne esistono di diversi tipi, da quello aspirante con pompa a vuoto, a quello con sacrificale in legno MDF;  il più comune è il piano di lavoro con doghe in alluminio.

Non possiamo definire quale sia il migliore, ogni sistema ha i suoi vantaggi e i suoi limiti, e la scelta, sarò ripetitivo, dipende dalle applicazioni.

Giusto per darti un’idea su quanto questa scelta possa influenzare un preventivo, ti sparo qualche cifra: nel caso del “piano aspirante” il costo delle pompe per il vuoto, escludendo quelle che diversi hobbisti recuperano dai frigoriferi andati in pensione, oscilla tra i 1.500€ ai 6.000€ (nel nostro settore di competenza) e non sempre in un impianto basta una sola pompa. I fattori in gioco per la definizione del prezzo sono: tecnologia, lubrificazione, resistenza chimica, grado di vuoto e portata.

E non basta, ogni pompa dovrà:

  • essere azionabile attraverso la console di comando,
  • autospegnersi in caso di emergenze,
  • essere abbinata, attraverso un sistema di tubi, ad un piano nesting opportunamente “inciso” e rettificato.

Solo adesso forse capirai perchè abbiamo serie difficoltà a rispondere alle decine di richieste giornaliere di preventivo, che esordiscono con frasi del tipo:

“Quanto mi costa la Zeus?”

Quindi tirando le somme, per darti una stima sul valore commerciale di una nostra macchina, ad esempio per il pantografo CNC Ares, in base alla configurazione scelta dal cliente avremo un preventivo di circa 5K per il modello base, e di circa 14K per la versione “full optional”.

Se sei arrivato fin qui, intanto immagino che ti sia scolato l’intera bottiglia di vino.

Mi auguro di averti trasmesso, non tanto una competenza, bensì una maggior consapevolezza che possa accompagnarti durante la scelta della macchina su misura per te. 

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