Bracci robotizzati: a proposito di animatronica in azione

Cari lettori, salve a tutti e un caro saluto ad ognuno di voi! Oggi è la volta di bracci robotizzati.

Ecco, magari se foste qui con me in questo momento, nel mio splendido laboratorio, potrei accompagnare il mio “benvenuti a tutti” con un caloroso gesto di saluto di un braccio robotico.

Uno di quei bellissimi bracci robotizzati che sembrano venuti fuori da qualche film di Steven Spielberg.

Altro che stretta di mano o pacca sulla spalla.

Cosa ci sarebbe di più adatto di un braccio robotico per dare il benvenuto a professionisti e appassionati di robotica industriale?

Eh si, è proprio così!

In effetti, anche se non siete qui con me, vi vedo.

Lì, proprio lì, davanti allo schermo, che scuotete piano la testa mentre sulle vostre labbra si arriccia una smorfia di dissenso ironico.

Le parole poi, quelle che in questo momento vi stanno passando per la testa…

…beh, quelle lasciamole alla libera interpretazione di ognuno.

Detto ciò, voglio prima di tutto voglio tranquillizzarvi: non siamo fusi di testa!

… almeno, non ancora!

Piuttosto credo che anche voi, volendo introdurre i lettori ad un argomento tanto affascinante quanto complesso e, diciamocelo pure, “poco conosciuto”, avreste esordito con un escamotage di questo tipo.

Si perché, venendo al dunque, il punto è proprio questo.
Oggi voglio parlarvi non tanto di un nuovo argomento, quanto introdurvi all’interno di quella che si sta configurando sempre più come una vera e propria branca della meccanica industriale.

In breve: oggi parliamo di Animatronica!

ANIMACHÈÈÈÈÈÈÈÈÈÈ?

Animatronica, animatronica. Proprio così!

… mettetevi pure comodi, perché questo è soltanto l’inizio!

Che cos’è l’animatronica?

Molte volte, nel corso della mia carriera, mi sono ritrovato dinanzi a professionisti, studenti, appassionati (hobbisty evoluti! …non mancano mai) e a dover spiegare loro di cosa ci occupiamo e cosa realizziamo in LabMec.

Macchine CNC, torni, fresatura, programmazione a controllo numerico, progettazione e… e poi?

Come spiego tutto il resto?

Ecco che, a quel “tutto il resto”, nasce l’esigenza di dare un nome: animatronica.

Animatronica è il termine che viene fuori dall’incontro di due parole: “animazione” ed “elettronica”.

Animazione elettronica, quindi?

Non basta!

Per essere più precisi possiamo definire l’animatronica come l’attività di progettazione e realizzazione di quelle tecnologie che utilizzano componenti robotici e componenti elettronici volti a conferire autonomia di movimento a modelli e prototipi.

Un esempio?

I pupazzi meccanici, noti anche come animatroni o animatronic.

Esattamente, proprio come quelli che di tanto in tanto vengono fuori dalle distopie di Philip Dick.

Solo che qui la fantascienza centra ben poco.

O meglio, la fantascienza va via via facendosi realtà.

Ambiti di applicazione dell’animatronica

Gli ambiti di applicazione dell’animatronica possono essere davvero tanti.
Potenzialmente infiniti se si considera l’evoluzione e la diffusione dei meccanismi di automazione nei contesti più disparati delle attività umane, senza considerare i passi da gigante compiuti dalla tecnologia del settore.

Spetta alla fantasia e alla creatività umana carpire le molteplici potenzialità legate all’animatronica e gli ulteriori possibili ambiti di applicazione.

Per il momento, ma solo per il momento, possiamo dire che la tecnologia animatronica è impiegata prevalentemente nell’industria cinematografica e, più in generale, nel settore dell’entertainment e della pubblicità.

Luna park, parchi tematici, luoghi di attrazione piccoli e grandi.
Il primo e più famoso parco giochi a puntare sulle potenzialità offerte dall’animatronica è stato senz’altro Disneyland.

I primi prototipi animati ad essere introdotti nel pianeta Disney, molti di voi li ricorderanno, furono gli Enchanted Tiki Birds, dei robot parlanti con le sembianze di pappagalli.

CARICARE ALLEGATO “Enchanted Tiki Birds” e scriverci sotto, come descrizione della foto, “riproduzione del brevetto originale per gli uccelli audio-animatronici della Disney”

Ma stiamo parlando di un tempo in cui l’animatronica era ancora nella sua fase embrionale.

Volendo rimanere nella metafora del luna park, potremmo dire che quella delle prime novità Disney e, contestualmente, quelle dei primi pizza shop reali o virtuali come Showbiz Pizza Place e Five Nights at Freddy’s, appartengono un po’ all’era “jurassica” dell’animazione robotizzata.

Oggi il livello e la qualità delle performance raggiunte da questo tipo di tecnologie è di gran lunga superiore rispetto a quello dei primi prototipi.

Il plus fatto registrare nell’ambito della meccatronica dipende soprattutto dalle potenzialità legate all’interfaccia, stop motion e computerizzata.

Le possibilità offerte soprattutto da queste ultime hanno consentito di semplificare e, al contempo, migliorare il processo di simulazione della realtà.

Il risultato?
L’animatronica si è diffusa ed evoluta sempre più, al punto tale che robot, prototipi e pupazzi hanno raggiunto livelli di realismo assolutamente incredibili.

Prototipi che sembrano umani.

Pupazzi che sembrano vivi.

Robot antropomorfi dalle funzionalità incredibili.

E non solo: personaggi dei cartoni animati, animali, personaggi famosi e tanto altro ancora.

«Perché non parli?» chiese Michelangelo brandendo uno scalpello, mentre ammirava le forme perfette del Mosè, una delle sue opere più belle.

L’animatronica è proprio questo: la possibilità di “animare” oggetti inanimati e di andare oltre il già visto.

Non voglio scendere negli aspetti tecnici, progettuali e realizzativi ma darne giusto un accenno:

Al Lab Mec realizziamo il telaio in acciaio al carbonio, studiamo i cinematismi da relizzare , cercando di renderli quanto più vicini possibili alla realtà e  poi motorizziamo il tutto con dei Motori passo passo o brushless, così da poter essere controllati da controlli logici tipo Arduino o PLC industriali.

Pochissime aziende nel mondo sfruttano le tecnologie sviluppate sulle C.N.C. per queste realizzazioni. La curiosità e la voglia di superarci, invece ha spinto la nostra azienda a studiare i cinematismi umanoidi e a  sviluppare sistemi ad autoapprendimento che migliorano di volta in volta le capacità dell’animatronico.

 

Non adesso, non in questo articolo.

L’animatronica è il regno prima di tutto della fantasia.

Ed è in compagnia della tua fantasia che ti lascio, a conclusione di questo primo articolo sull’animatronica, tra i saluti di bracci robotizzati che, se fossi qui, sarebbero calorose strette di mano.

Alla prossima!